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Reg. CE 852/2004: cosa chiede davvero a un bar o a un ristorante

Aggiornato il · 7 min di lettura

Il manuale di autocontrollo su un piano di acciaio con un termometro a sonda
In breve

Il Reg. (CE) 852/2004 è la regola europea sull'igiene degli alimenti e vale per ogni bar, ristorante o negozio alimentare. Chiede tre cose: rispettare i requisiti igienici dell'Allegato II (locali, attrezzature, acqua, personale, formazione), avere procedure di autocontrollo basate sui principi HACCP proporzionate alla tua attività (art. 5) e notificare l'attività all'autorità (art. 6). Dal 24 marzo 2021 il Reg. (UE) 2021/382 ha aggiunto tre punti: gestione degli allergeni nelle attrezzature, regole per donare il cibo in eccesso e la «cultura della sicurezza alimentare». In Italia le sanzioni sono nel D.Lgs. 193/2007.

Il Regolamento (CE) 852/2004 è citato in ogni manuale HACCP, in ogni verbale dell'ASL e in quasi ogni corso. Pochi però lo hanno letto, ed è comprensibile: è scritto per tutta la filiera europea, dal campo al ristorante. Qui lo traduciamo per chi sta dietro a un banco o in una cucina: quali articoli ti riguardano, cosa chiede in pratica e cosa è cambiato nel 2021.

Che cos'è e perché vale anche per te

È un regolamento europeo: si applica direttamente in Italia, senza bisogno di una legge di recepimento, dal 1° gennaio 2006. Vale per tutte le fasi dopo la produzione primaria: trasformazione, preparazione, somministrazione e vendita. Quindi per bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, panifici, alimentari, food truck e catering.

Il principio di partenza è scritto all'art. 1: la responsabilità principale per la sicurezza degli alimenti è dell'operatore, cioè di chi gestisce l'attività. Non dell'ASL, non del consulente.

Il regolamento dice cosa fare, non quanto costa non farlo. Le sanzioni le fissa ogni Stato: in Italia sono nel D.Lgs. 193/2007.

Gli articoli che ti riguardano

Articolo Cosa dice In pratica, per un locale
Art. 1 Ambito e principi: la responsabilità è dell'operatore Il titolare risponde di quello che esce dalla cucina
Art. 3 Obbligo generale di rispettare i requisiti di igiene Vale per tutte le fasi sotto il tuo controllo
Art. 4 Requisiti dell'Allegato II; temperature, catena del freddo, criteri microbiologici dove servono Locali, attrezzature, frigoriferi e comportamenti in regola
Art. 5 Procedure permanenti basate sui principi HACCP Il piano di autocontrollo, con le registrazioni che servono
Art. 6 Collaborazione con le autorità, notifica e registrazione La notifica sanitaria tramite SUAP, e ogni modifica importante comunicata
Artt. 7–9 Manuali di corretta prassi igienica Strumenti di aiuto, da usare su base volontaria

Art. 5: l'HACCP in sette righe

L'art. 5 elenca i sette principi HACCP: individuare i pericoli, individuare i punti critici di controllo, fissare i limiti critici, sorvegliarli, stabilire le azioni correttive, verificare che il sistema funzioni e tenere documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa (par. 2, lettera g).

Quell'ultima frase è la più importante per un piccolo locale. Il regolamento non chiede a un bar la documentazione di un'industria. Chiede di poter dimostrare che i pericoli sono sotto controllo, «secondo le modalità richieste dall'autorità competente, tenendo conto del tipo e della dimensione dell'impresa» (par. 4, lettera a).

Altre tre regole dell'art. 5 che si dimenticano spesso:

Come si costruisce il piano, passo per passo, lo spieghiamo nella guida su cos'è l'HACCP.

L'Allegato II, capitolo per capitolo

L'Allegato II contiene i requisiti di igiene concreti. Per un bar o un ristorante, i capitoli che contano sono questi.

Capitolo Argomento Cosa guarda l'ispettore, in pratica
I Requisiti generali dei locali Pulizia, lavamani con acqua calda e fredda, servizi igienici, aerazione, illuminazione
II Locali dove si preparano gli alimenti Pavimenti, pareti e piani lisci e lavabili; strutture per lavare gli attrezzi e, dove serve, gli alimenti
III Strutture mobili o temporanee e abitazioni private Food truck, banchi alle sagre, home food
V Attrezzature Puliti, in buono stato, facili da sanificare
V bis Ridistribuzione degli alimenti (dal 2021) Condizioni per donare il cibo in eccesso
VI Rifiuti Contenitori chiusi, rimozione frequente
VII Acqua Acqua potabile per alimenti e pulizia; ghiaccio fatto con acqua potabile
VIII Igiene personale Abiti puliti; chi ha sintomi di malattie trasmissibili con gli alimenti non lavora a contatto con il cibo e avvisa il responsabile
IX Requisiti degli alimenti Materie prime idonee, protezione dalle contaminazioni, infestanti, catena del freddo, allergeni (dal 2021)
X Confezionamento e imballaggio Materiali idonei, depositati senza rischio di contaminazione
XI Trattamento termico Per i prodotti in contenitori ermeticamente chiusi
XI bis Cultura della sicurezza alimentare (dal 2021) Impegno del titolare e di chi lavora
XII Formazione Chi manipola alimenti è formato o addestrato in base all'attività

La formazione del capitolo XII è regolata nei dettagli dalle Regioni: durata dei corsi e rinnovi cambiano da una Regione all'altra. Ne parliamo nella guida sull'attestato HACCP.

Le novità del 2021 (Reg. UE 2021/382)

Il Reg. (UE) 2021/382 ha modificato gli allegati I e II del Reg. 852/2004. È in vigore dal 24 marzo 2021 e molti manuali scritti prima non ne parlano ancora. Le novità sono tre.

1. Allergeni nelle attrezzature

Nel capitolo IX è stato aggiunto il punto 9: attrezzature, contenitori e mezzi usati per alimenti che contengono uno dei 14 allergeni non vanno usati per alimenti che non li contengono, a meno che non siano stati puliti e controllati, almeno per verificare che non ci siano residui visibili.

In cucina vuol dire cose semplici: taglieri e palette lavati tra una preparazione e l'altra, la friggitrice dedicata se prometti un fritto senza glutine, contenitori separati e chiusi per frutta a guscio e farine. Le regole sull'informazione al cliente sono nella guida al D.Lgs. 231/2017 sugli allergeni.

2. Ridistribuzione degli alimenti

Il nuovo capitolo V bis dice a quali condizioni si può donare il cibo in eccesso. Prima di donarlo devi verificare che sia sicuro e adatto al consumo, tenendo conto almeno di data di scadenza o termine minimo di conservazione, integrità della confezione, temperature di conservazione e trasporto e condizioni organolettiche. Gli alimenti con data di scadenza si donano prima di quella data; quelli con termine minimo di conservazione («da consumarsi preferibilmente entro») anche dopo.

3. Cultura della sicurezza alimentare

È la novità di cui si parla di più. Il nuovo capitolo XI bis chiede agli operatori di istituire e mantenere un'adeguata cultura della sicurezza alimentare, e di poterla dimostrare. L'impegno della dirigenza comprende, tra l'altro:

Il punto 3 dice che va applicata tenendo conto della natura e delle dimensioni dell'impresa. In un bar con il titolare e un dipendente può voler dire una pagina nel manuale con chi fa cosa, un breve incontro quando cambia il menù e la regola che chiunque veda un frigo fuori temperatura lo dice subito.

Cosa il regolamento non dice

Molti dubbi nascono da cose che il Reg. 852/2004 non prevede:

Cosa succede se non lo rispetti

Le sanzioni del D.Lgs. 193/2007, art. 6, vanno da 500 a 3.000 euro per i requisiti di igiene dell'Allegato II (comma 5) e da 1.000 a 6.000 euro per chi non ha predisposto le procedure di autocontrollo (comma 6) o non le applica correttamente (comma 8).

C'è però un punto rassicurante. Per le violazioni sanabili accertate per la prima volta, l'organo di controllo diffida a rimediare entro 30 giorni prima di contestare la sanzione (D.L. 91/2014, art. 1, comma 3). La diffida non vale se i prodotti non conformi sono già stati messi in commercio. Tutti i dettagli nella guida al D.Lgs. 193/2007.

Da dove cominciare

Se hai un locale aperto, prendi il tuo manuale e controlla tre cose: che descriva il menù e le attrezzature di oggi, che parli di allergeni nelle attrezzature e di chi fa cosa, e che le schede previste siano compilate. Per un ripasso veloce prima di un controllo c'è la checklist del controllo ASL da stampare, gratis.

Se il manuale non c'è, o descrive un locale che non esiste più, con il questionario prepari una bozza scritta sulla tua attività: la leggi tutta prima di pagare, poi la adatti e la firmi.

Domande frequenti

Cosa stabilisce il regolamento 852/2004?

Stabilisce le regole generali di igiene per chi produce, trasforma o vende alimenti. La responsabilità della sicurezza è dell'operatore (art. 1). L'operatore deve rispettare i requisiti dell'Allegato II (art. 4), avere procedure basate sui principi HACCP (art. 5) e notificare ogni stabilimento all'autorità competente (art. 6).

Il regolamento 852/2004 obbliga ad avere un manuale HACCP scritto?

La parola «manuale» non c'è. L'art. 5 chiede procedure permanenti basate sui principi HACCP, con documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa, e di dimostrarle all'autorità competente. In pratica l'ASL chiede di vedere queste procedure per iscritto, e il documento che le raccoglie si chiama di solito manuale di autocontrollo.

Il D.Lgs. 155/97 è ancora in vigore?

No. Il D.Lgs. 155/1997, la vecchia legge italiana sull'HACCP, è stato abrogato dal D.Lgs. 193/2007 (art. 3, lettera o). Oggi la regola di riferimento è il Reg. (CE) 852/2004, direttamente applicabile in tutta l'Unione.

Qual è la normativa HACCP più aggiornata?

Il Reg. (CE) 852/2004 nel testo modificato dal Reg. (UE) 2021/382, in vigore dal 24 marzo 2021. Per i controlli valgono il Reg. (UE) 2017/625 e il D.Lgs. 27/2021; per le sanzioni il D.Lgs. 193/2007. La Comunicazione della Commissione 2022/C 355/01 spiega come applicare l'HACCP in modo semplificato nelle piccole imprese.

Cosa vuol dire «cultura della sicurezza alimentare» per un piccolo bar?

Che chi gestisce il locale si impegna in prima persona: ruoli chiari, controlli fatti davvero e documenti aggiornati, personale formato e seguito, la libertà di segnalare un problema. Il regolamento dice che va applicata tenendo conto della natura e delle dimensioni dell'impresa (All. II, cap. XI bis, punto 3): per un bar con due persone basta poco, purché sia vero.

Fonti

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le indicazioni della tua ASL o della tua Regione.