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HACCP: cos'è, cosa significa e come si applica in un locale

Aggiornato il · 6 min di lettura

Il manuale di autocontrollo su un piano di acciaio con un termometro a sonda
In breve

HACCP sta per Hazard Analysis and Critical Control Points, cioè analisi dei pericoli e punti critici di controllo. È il metodo con cui un'impresa alimentare individua cosa può rendere un alimento pericoloso e decide dove e come controllarlo. Il Reg. (CE) 852/2004, art. 5, obbliga tutti gli operatori dopo la produzione primaria (bar, ristoranti, pizzerie, negozi) ad avere procedure permanenti basate sui 7 principi HACCP, proporzionate al tipo e alla dimensione dell'attività. In pratica si traduce in un manuale di autocontrollo, nelle registrazioni e nella formazione del personale.

L'HACCP è il metodo che ogni impresa alimentare usa per tenere sotto controllo la sicurezza di quello che serve o vende. Non è un timbro né un corso: è un modo di ragionare sulle tue lavorazioni. Guardi ogni fase, ti chiedi cosa può andare storto e decidi come lo controlli. Qui trovi cos'è l'HACCP, cosa significa la sigla, i 7 principi con un esempio di cucina vera e cosa ti chiede la legge.

HACCP: cosa significa l'acronimo

HACCP è la sigla inglese di Hazard Analysis and Critical Control Points. In italiano: analisi dei pericoli e punti critici di controllo.

L'idea è prevenire. Invece di sperare che il piatto sia sicuro, controlli i passaggi da cui dipende la sua sicurezza.

HACCP: cos'è nella pratica

Nel linguaggio di tutti i giorni "l'HACCP" indica tre cose diverse, ed è facile confonderle.

Termine Cos'è Chi riguarda
Sistema HACCP (autocontrollo) Le procedure con cui controlli i pericoli, ogni giorno L'impresa
Manuale HACCP Il documento che descrive quelle procedure, con le schede L'impresa, firmato dal titolare
Attestato HACCP La prova che una persona ha fatto la formazione Il titolare e gli addetti

Il sistema è l'obbligo vero. Il manuale è il modo normale di descriverlo e dimostrarlo. L'attestato è un'altra cosa: riguarda la formazione delle persone e le regole cambiano da Regione a Regione.

I 7 principi HACCP, con un esempio di ristorante

I principi sono elencati nel Reg. (CE) 852/2004, art. 5, par. 2. Per renderli concreti seguiamo un piatto: il ragù preparato al mattino in una trattoria, raffreddato e servito a pranzo e a cena.

1. Analisi dei pericoli

Per ogni fase ti chiedi cosa può andare storto.

2. Punti critici di controllo (CCP)

Tra tutte le fasi scegli quelle in cui il controllo è decisivo. Nel ragù sono tipicamente la cottura e il raffreddamento. Se lì sbagli, nessuna fase successiva rimedia.

3. Limiti critici

Sono valori misurabili che separano l'accettabile dall'inaccettabile. I valori di riferimento che usiamo nei manuali:

Fase Limite di riferimento
Cottura almeno +75 °C al cuore (o combinazione equivalente, es. +70 °C per 2 minuti)
Raffreddamento da +60 °C a +10 °C in non più di 2 ore, poi 0/+4 °C
Conservazione in frigo da 0 °C a +4 °C
Mantenimento a caldo almeno +60 °C
Rigenerazione almeno +75 °C al cuore, una sola volta

Sono valori prudenziali tratti da linee guida regionali. Se il produttore o la tua ASL indicano altro, prevale la loro indicazione. Tutti i valori sono raccolti nella guida alle temperature HACCP.

4. Monitoraggio

Chi controlla, come e quando. Esempio: il cuoco misura con il termometro a sonda la temperatura del ragù a fine cottura e quando esce dall'abbattitore.

5. Azioni correttive

Cosa fai se il limite non è rispettato. Il ragù non ha raggiunto +75 °C? Prolunghi la cottura. È rimasto fuori dal frigo per mezzo pomeriggio? Lo elimini e annoti cosa è successo.

6. Verifica

Controlli ogni tanto che il sistema funzioni. Ad esempio verifichi che il termometro misuri giusto, rileggi le schede del mese e riesamini il manuale quando cambi menù o attrezzature.

7. Documenti e registrazioni

Scrivi quello che fai, in modo proporzionato. Per un piccolo locale bastano spesso un manuale breve e poche schede HACCP: temperature, pulizie, non conformità.

HACCP e diagramma di flusso

Prima dei 7 principi viene il diagramma di flusso. È l'elenco ordinato delle fasi, per esempio:

  1. Ricevimento merci
  2. Stoccaggio a temperatura ambiente e in frigo
  3. Preparazione
  4. Cottura
  5. Raffreddamento e conservazione
  6. Rigenerazione
  7. Servizio

La Comunicazione della Commissione 2022/C 355/01 colloca il diagramma tra le attività preliminari, insieme alla descrizione dei prodotti e dell'uso previsto. Chiede anche di confermarlo sul posto. Un diagramma copiato da un altro locale, con fasi che tu non fai, non serve a niente.

Chi deve applicare l'HACCP

L'art. 5 del Reg. (CE) 852/2004 vale per tutti gli operatori del settore alimentare che intervengono dopo la produzione primaria. Bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, panifici, gastronomie, negozi di alimentari, food truck e catering sono tutti dentro.

Il paragrafo 4 dello stesso articolo chiede di dimostrare all'autorità competente che rispetti l'obbligo, tenendo conto del tipo e della dimensione dell'impresa. I documenti vanno tenuti aggiornati.

Se manca il sistema di autocontrollo, il D.Lgs. 193/2007, art. 6, comma 6, prevede una sanzione amministrativa da 1.000 a 6.000 euro. Tutti gli importi verificati sono nella pagina sulle sanzioni HACCP.

L'approccio semplificato per le piccole imprese

L'HACCP "da manuale" nasce per l'industria. Per un bar con pochi coperti il Reg. (CE) 852/2004 chiede procedure proporzionate al tipo e alla dimensione dell'impresa. La Comunicazione della Commissione 2022/C 355/01 spiega come applicare questa flessibilità:

Semplificato non vuol dire assente. Ti serve comunque un documento che descriva cosa fai, i pericoli, come li controlli e cosa fai se qualcosa va storto. Le Regioni hanno linee guida proprie: in caso di dubbio chiedi alla tua ASL. Approfondisci nella pagina sul manuale HACCP semplificato.

Cosa entra nel sistema HACCP di un locale

Oltre ai 7 principi, il sistema di autocontrollo di un ristorante tocca anche:

Durante un controllo ASL si guarda proprio questo: se il manuale descrive il tuo locale e se le cose scritte succedono davvero.

Errori comuni

Se vuoi partire dalla tua attività e non da un modello, il nostro questionario prepara una bozza scritta sulla tua attività che leggi, adatti e firmi.

Domande frequenti

HACCP cosa significa?

È l'acronimo inglese di Hazard Analysis and Critical Control Points: analisi dei pericoli e punti critici di controllo. Indica un metodo per prevenire i pericoli negli alimenti invece di scoprirli dopo.

L'HACCP è obbligatorio per chi?

Per tutti gli operatori del settore alimentare che lavorano dopo la produzione primaria: chi prepara, trasforma, conserva, trasporta, vende o somministra alimenti (Reg. CE 852/2004, art. 5). Il livello di dettaglio dipende dal tipo e dalla dimensione dell'attività.

Quali sono i 7 principi HACCP?

Analisi dei pericoli, individuazione dei punti critici di controllo, limiti critici, monitoraggio, azioni correttive, verifica, documenti e registrazioni. Sono elencati nell'art. 5, par. 2, del Reg. CE 852/2004.

HACCP e attestato sono la stessa cosa?

No. L'HACCP è il sistema di autocontrollo dell'impresa, descritto nel manuale. L'attestato prova la formazione di una persona, che è un obbligo separato e regolato dalle Regioni.

Cos'è il diagramma di flusso HACCP?

È lo schema delle fasi di lavorazione, dal ricevimento merci al servizio. Serve a fare l'analisi dei pericoli fase per fase e va confrontato con quello che succede davvero nel locale.

Fonti

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le indicazioni della tua ASL o della tua Regione.