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HACCP per sagre, feste paesane e pro loco: regole, documenti e cucina

Aggiornato il · 6 min di lettura

In breve

Chi prepara o serve cibo in una sagra è un operatore del settore alimentare anche se è un'associazione di volontari: valgono il Reg. (CE) 852/2004 (Allegato II, capitolo III, strutture temporanee) e l'obbligo di procedure di autocontrollo. Per la parte amministrativa l'art. 41 del d.l. 5/2012 prevede una SCIA senza i requisiti professionali, ma restano i requisiti morali e le regole igieniche. La notifica sanitaria e le regole pratiche le fissano Regione e ASL: in Piemonte, per esempio, la documentazione va inviata almeno 10 giorni prima della manifestazione.

Una sagra è una cucina che si monta per pochi giorni, spesso all'aperto, con volontari che durante l'anno fanno altro. Per la legge però chi prepara e serve cibo al pubblico è un operatore del settore alimentare, anche se è una pro loco o una parrocchia e anche se non guadagna. Il Reg. (CE) 178/2002 (art. 3) lo dice chiaramente: è impresa alimentare ogni soggetto pubblico o privato "con o senza fini di lucro".

La buona notizia è che le regole per le strutture temporanee sono più leggere di quelle di un ristorante. Il manuale HACCP di una sagra può essere corto, purché sia vero.

Le regole: chi decide cosa

Livello Cosa stabilisce
Europa: Reg. (CE) 852/2004 Obbligo di autocontrollo (art. 5), registrazione (art. 6), requisiti delle strutture temporanee (All. II cap. III), formazione (cap. XII)
Stato: d.l. 5/2012, art. 41 La somministrazione temporanea in sagre, fiere ed eventi locali parte con una SCIA, senza i requisiti professionali dell'art. 71 del d.lgs. 59/2010
Regione Modulistica, tempi, requisiti pratici della cucina, eventuali limiti a giorni e menù
ASL e Comune Ricevono la pratica, controllano, rilasciano le licenze di pubblico spettacolo se servono

L'art. 41 toglie solo il requisito professionale (il corso SAB o l'esperienza). I requisiti morali dell'art. 71 restano, e restano tutte le norme igieniche e di sicurezza.

Prima della festa: le pratiche

Ogni Regione ha la sua procedura. Come esempio concreto prendiamo il Piemonte, che ha linee guida dettagliate e pubbliche:

  1. Scheda anagrafica e SCIA per la somministrazione temporanea, al SUAP del Comune dove si svolge la manifestazione (le associazioni non imprenditoriali, in alcune ASL, inviano direttamente ad ASL e Comune).
  2. Notifica sanitaria ai fini della registrazione (art. 6 del Reg. 852/2004), con la voce "ristorazione pubblica in ambito di manifestazioni temporanee".
  3. Comunicazione all'ASL del tipo di manifestazione: tipologia A (bevande, panini e alimenti semplici) o tipologia B (preparazione e cottura di pasti).
  4. Elenco degli alimenti somministrati, datato e firmato.
  5. Tutto almeno 10 giorni prima dell'inizio.

In un'altra Regione i nomi dei moduli cambiano, ma la logica è la stessa: il Comune deve sapere che fate somministrazione, l'ASL deve sapere cosa cucinate e dove. Chiedi al SUAP il modulo giusto con un mese di anticipo, non una settimana.

La cucina della sagra: requisiti minimi

Il capitolo III dell'Allegato II del Reg. 852/2004 chiede, "ove necessario", queste cose. Accanto trovi come le traducono le linee guida piemontesi.

Requisito della norma In pratica alla sagra
Strutture pulite, che evitano contaminazioni e infestanti Area di preparazione coperta, separata dal pubblico, con pavimento lavabile
Attrezzature per l'igiene personale Lavamani con acqua corrente, meglio a comando non manuale, sapone liquido, asciugamani monouso
Superfici a contatto con il cibo lavabili Piani in acciaio o plastica per alimenti, niente tavoli di legno grezzo
Pulizia degli utensili Lavello per le stoviglie, o stoviglie monouso se manca una lavastoviglie
Acqua potabile calda e fredda Allaccio all'acquedotto o acqua potabile trasportata in contenitori adatti
Rifiuti Contenitori chiusi, svuotati spesso, lontani dagli alimenti
Controllo delle temperature Frigoriferi in numero adeguato, termometro, mantenimento a caldo
Alimenti protetti Contenitori chiusi, pellicole, mai appoggiati per terra

Per le sagre con cucina vera (tipologia B) le linee guida sono più esigenti: l'area di preparazione e cottura deve avere un pavimento compatto e lavabile, essere protetta dagli inquinamenti esterni e restare separata dal pubblico. Chiedono anche servizi igienici adeguati, con lavamani, per chi lavora in cucina.

Cosa scrivere nel piano di autocontrollo

Non serve copiare un manuale da ristorante di 80 pagine. Per una sagra il documento deve rispondere a queste domande, una per piatto:

I piatti a rischio

Le linee guida del Piemonte sconsigliano in tutte le manifestazioni temporanee le preparazioni ad alto rischio, come uova crude (tiramisù, maionese fatta sul posto), carni crude e simili, e chiedono una relazione specifica se le volete servire. Prima di mettere in menù il tiramisù della nonna, chiedi all'ASL.

Allergeni: l'obbligo vale anche alla sagra

Il d.lgs. 231/2017 (art. 19) chiede di informare il cliente sui 14 allergeni anche per gli alimenti non preimballati, cioè anche per il panino con la salsiccia. Alla sagra la soluzione più semplice è un cartello accanto alla cassa con il menù e gli allergeni di ogni piatto, e un volontario alla cassa che sappia rispondere.

Con la tabella allergeni gratuita scrivi o fotografi il menù e scarichi il PDF da stampare. Ricontrollalo con chi cucina, perché basta cambiare il pane o la salsa per cambiare gli allergeni.

Volontari e formazione

Il capitolo XII dell'Allegato II chiede che chi manipola gli alimenti sia "controllato e/o abbia ricevuto un addestramento e/o una formazione" adeguati all'attività. Le Regioni lo applicano in modo diverso: alcune chiedono un corso con attestato anche ai volontari delle manifestazioni, altre accettano un addestramento documentato dal responsabile. Leggi la nostra guida sull'attestato HACCP e chiedi all'ASL cosa vale per la vostra festa.

Una cosa funziona ovunque: una riunione di 30 minuti prima della prima serata, con le regole scritte su un foglio (mani, temperature, allergeni, chi non sta bene resta a casa) e la firma di chi era presente. Mettete il foglio nel piano di autocontrollo.

Checklist della sagra

  1. SCIA temporanea e notifica sanitaria presentate nei tempi della Regione.
  2. Elenco dei piatti e degli allergeni, con il cartello stampato.
  3. Fornitori registrati e documenti di acquisto conservati.
  4. Cucina separata dal pubblico, con lavamani, acqua potabile e piani lavabili.
  5. Frigoriferi sufficienti e un termometro a sonda.
  6. Piano di autocontrollo breve, firmato dal responsabile.
  7. Volontari formati o addestrati secondo le regole della Regione, con l'elenco dei nomi.
  8. Contenitori dei rifiuti chiusi e un piano per l'olio di frittura usato (vedi olio esausto).

Se la sagra la servi tu con la tua attività

Se partecipi alla sagra con il tuo food truck, il tuo catering o il ristorante, sei già un operatore registrato e il tuo manuale deve descrivere anche gli eventi esterni: trasporto, allestimento, mantenimento a caldo. Le guide sul manuale HACCP per food truck e sul catering spiegano cosa aggiungere.

Domande frequenti

Per una sagra serve il manuale HACCP?

Serve un piano di autocontrollo basato sui principi HACCP (Reg. CE 852/2004, art. 5), proporzionato a quello che cucinate. Per una sagra di un fine settimana basta un documento semplice: cosa preparate, dove, chi lo fa, come controllate temperature, pulizie e allergeni. Molte ASL chiedono anche l'elenco degli alimenti somministrati.

I volontari della pro loco devono avere l'attestato HACCP?

Il Reg. 852/2004 (All. II cap. XII) chiede che chi manipola alimenti sia formato o addestrato in base all'attività svolta. Come si dimostra, e se serve un attestato, lo decide la Regione: alcune chiedono un corso, altre accettano un addestramento interno documentato. Chiedi all'ASL prima della festa.

Quanto prima va presentata la SCIA per una sagra?

Dipende dalla Regione e dal Comune. In Piemonte le linee guida chiedono di trasmettere la documentazione almeno 10 giorni prima dell'inizio della manifestazione. Controlla sul sito del tuo SUAP o della tua ASL.

Alla sagra si può servire il tiramisù fatto in casa?

Le linee guida piemontesi sconsigliano in tutte le manifestazioni temporanee le preparazioni ad alto rischio, come quelle con uova crude, maionese o carni crude, e chiedono una relazione specifica se le fate. I dolci preparati in una cucina privata non registrata non vanno serviti.

Cosa controlla l'ASL in una sagra?

Di solito: area di preparazione separata dal pubblico, lavamani con sapone e asciugamani monouso, acqua potabile, frigoriferi sufficienti, protezione degli alimenti, provenienza delle materie prime, rifiuti e informazioni sugli allergeni.

Fonti

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le indicazioni della tua ASL o della tua Regione.