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Manuale e piano di autocontrollo HACCP

"Manuale di autocontrollo", "piano di autocontrollo" e "manuale HACCP" sono spesso usati come sinonimi. In tutti i casi si tratta del sistema con cui l'operatore alimentare controlla da sé (auto-controllo) l'igiene e la sicurezza dei propri prodotti.

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I 7 principi HACCP in parole semplici

  1. Analisi dei pericoli: per ogni fase (dal ricevimento merci al servizio) individui cosa può andare storto: microbi, sostanze chimiche, corpi estranei, allergeni.
  2. Punti critici di controllo (CCP): le fasi dove un controllo è indispensabile per eliminare o ridurre un pericolo (tipicamente cottura, raffreddamento, conservazione a freddo).
  3. Limiti critici: valori misurabili, ad esempio frigorifero da 0 a +4 °C o cottura a cuore di almeno +75 °C.
  4. Monitoraggio: chi controlla, come e quando (es. lettura del termometro all'apertura).
  5. Azioni correttive: cosa fai se il limite non è rispettato (es. spostare gli alimenti, chiamare il tecnico, eliminare il prodotto).
  6. Verifica: controlli periodici che il sistema funzioni davvero.
  7. Documentazione e registrazioni: il manuale e le schede, proporzionati alla dimensione dell'impresa.

Piano e manuale: la differenza

Il piano HACCP è la parte tecnica: analisi dei pericoli, punti critici, limiti, monitoraggio e azioni correttive. Il manuale di autocontrollo lo comprende e aggiunge i prerequisiti di igiene (pulizie, infestanti, personale, fornitori), la rintracciabilità, gli allergeni e le schede di registrazione.

Ogni quanto si aggiorna

Va riesaminato almeno una volta l'anno e ogni volta che cambia qualcosa di rilevante: nuovi piatti o lavorazioni, nuove attrezzature, ristrutturazione dei locali, cambio di fornitori principali. Ogni revisione va datata e firmata.

Cosa non è il nostro manuale. È una bozza personalizzata che tu devi leggere, adattare e firmare: resti responsabile della sua applicazione. Non è una certificazione, non è approvato dall'ASL e non sostituisce la formazione obbligatoria del personale, regolata dalla tua Regione.

Domande frequenti

Il piano di autocontrollo va inviato all'ASL?

Di norma no: va conservato nel locale e mostrato durante i controlli ufficiali. Verifica eventuali indicazioni specifiche della tua ASL.

Chi deve firmarlo?

Il titolare dell'impresa alimentare (OSA), che è responsabile della sicurezza degli alimenti. Può farsi aiutare da un consulente o da uno strumento, ma la responsabilità resta sua.

Serve anche l'attestato di formazione?

La formazione degli addetti è un obbligo separato dal manuale, regolato dalle singole Regioni. Il manuale non sostituisce la formazione.

Fonti

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