Aprire un bar: cosa serve, requisiti e documenti

Per aprire un bar servono i requisiti morali e professionali dell'art. 71 del d.lgs. 59/2010 (un corso regionale, due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque o un diploma attinente), una SCIA al SUAP del Comune (o un'autorizzazione se il locale è in una zona tutelata) e la notifica sanitaria prevista dall'art. 6 del Reg. (CE) 852/2004. Prima di aprire devi avere anche il manuale di autocontrollo HACCP e il personale formato in igiene alimentare secondo le regole della tua Regione. Per vendere alcolici serve la denuncia all'Agenzia delle Dogane prevista dal d.lgs. 504/1995.
Per aprire un bar in Italia ti servono tre cose prima di tutto il resto: i requisiti per esercitare, un locale in regola e due pratiche al SUAP del Comune (quella commerciale e la notifica sanitaria). Poi vengono il manuale HACCP, la formazione, la pratica per gli alcolici e gli adempimenti comunali. Qui trovi i passaggi in ordine, cosa chiede la legge e cosa invece cambia da Comune a Comune.
Aprire un bar: cosa serve in breve
| Cosa | Riferimento | A chi si chiede |
|---|---|---|
| Requisiti morali e professionali | d.lgs. 59/2010, art. 71 | Li dichiari nella SCIA |
| Iscrizione al Registro delle imprese | Camera di commercio | ComUnica (pratica telematica) |
| SCIA per la somministrazione (autorizzazione nelle zone tutelate) | d.lgs. 59/2010, art. 64 | SUAP del Comune |
| Notifica sanitaria ai fini della registrazione | Reg. (CE) 852/2004, art. 6 | SUAP, che la passa all'ASL |
| Manuale di autocontrollo HACCP | Reg. (CE) 852/2004, art. 5 | Lo tieni nel locale |
| Formazione igiene alimentare del personale | Reg. (CE) 852/2004, All. II cap. XII + legge regionale | Ente formatore secondo la Regione |
| Denuncia per la vendita di alcolici | d.lgs. 504/1995, art. 29 | Agenzia delle Dogane e dei Monopoli |
| Requisiti del locale (sorvegliabilità, igiene, sicurezza, acustica) | D.M. 564/1992, norme comunali | Tecnico + Comune |
I requisiti per aprire un bar
Requisiti professionali (l'ex REC)
Il vecchio REC non esiste più per la somministrazione: la Camera di commercio di Vicenza ricorda che è soppresso dal 4 luglio 2006, ma chi era iscritto conserva il requisito. Oggi vale l'art. 71, comma 6, del d.lgs. 59/2010: puoi somministrare alimenti e bevande se hai almeno uno di questi requisiti.
- Un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalla Regione (il cosiddetto corso SAB).
- Due anni di esperienza, anche non continuativi, negli ultimi cinque: in proprio nel settore alimentare o della somministrazione, oppure come dipendente qualificato, socio lavoratore o coadiutore familiare iscritto all'INPS.
- Un diploma di scuola superiore, una laurea anche triennale o una scuola professionale almeno triennale con materie sugli alimenti (per esempio l'alberghiero).
Se apri come società, il requisito lo deve avere il legale rappresentante oppure una persona preposta all'attività (comma 6-bis). Servono anche i requisiti morali dell'art. 71, comma 1: niente condanne che lo impediscono.
Durata e contenuti del corso SAB li stabilisce la Regione. In Lombardia il corso si può seguire in parte a distanza, tranne le materie su igiene, sicurezza e informazione al consumatore; se l'hai fatto in un'altra Regione, il SUAP verifica che rispetti i criteri comuni.
Requisiti del locale
La scheda della Regione Emilia-Romagna riassume bene i requisiti oggettivi, che valgono ovunque in sostanza:
- norme urbanistiche ed edilizie e destinazione d'uso compatibile con un pubblico esercizio;
- requisiti igienico-sanitari (il Reg. 852/2004, All. II, più il regolamento comunale di igiene);
- sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi;
- sorvegliabilità del locale secondo il D.M. 17 dicembre 1992, n. 564;
- inquinamento acustico: in Lombardia, in molti casi basta una dichiarazione del titolare, negli altri serve una valutazione di un tecnico competente in acustica.
Fai vedere il locale a un tecnico prima di firmare l'affitto. Servizi igienici, spogliatoio, lavamani, superfici lavabili: le richieste precise sono nel regolamento d'igiene del tuo Comune e nelle indicazioni della tua ASL, e cambiano.
Le pratiche: SCIA e notifica sanitaria
SCIA o autorizzazione
L'art. 64 del d.lgs. 59/2010 distingue due casi:
- zona non tutelata: presenti la SCIA al SUAP e puoi aprire subito. Secondo la Regione Lombardia il Comune ha 60 giorni per controllare e, se qualcosa non va, vietare l'attività o chiederti di metterti in regola;
- zona tutelata (spesso i centri storici): serve un'autorizzazione del Comune, che può limitare le nuove aperture con criteri oggettivi, ma non in base alla "domanda di mercato". In Lombardia, se il SUAP non risponde entro 45 giorni la domanda è accolta.
Anche se rilevi un bar già avviato, il subingresso si comunica con una SCIA.
Notifica sanitaria
L'art. 6 del Reg. (CE) 852/2004 obbliga ogni operatore a notificare all'autorità competente ogni stabilimento in cui tratta alimenti, ai fini della registrazione. In pratica la presenti al SUAP insieme alla SCIA, su un modulo regionale, e il SUAP la trasmette all'ASL. Di norma l'ASL non viene prima a "dare il permesso": i controlli arrivano ad attività avviata. Per questo il locale deve essere in regola dal primo giorno.
Manuale HACCP e formazione: sono obblighi diversi
Sono due cose distinte e un ispettore le controlla entrambe.
- Il manuale di autocontrollo è il documento in cui descrivi come gestisci i pericoli nel tuo bar: ricevimento merci, frigoriferi, ghiaccio, latte, panini, pulizie, allergeni, schede di registrazione. È richiesto dall'art. 5 del Reg. 852/2004 e deve corrispondere a ciò che fai davvero. Se vuoi un punto di partenza, il manuale HACCP per bar spiega cosa contiene; con il nostro questionario ottieni una bozza scritta sulla tua attività che leggi, adatti e firmi.
- La formazione riguarda le persone: chi lavora con gli alimenti deve essere formato in igiene alimentare. Ore, rinnovi ed enti formatori li decide la Regione. Trovi le differenze nella guida all'attestato HACCP. HACCP Pronto non fa corsi e non rilascia attestati.
Prepara anche le schede che userai ogni giorno, come il registro delle temperature, e la tabella allergeni di brioche e panini.
Alcolici, musica, insegna e rifiuti
- Alcolici: l'art. 29, comma 2, del d.lgs. 504/1995 sottopone alla denuncia all'Agenzia delle Dogane anche gli esercizi che vendono prodotti alcolici soggetti ad accisa. Chiedi al SUAP o all'ufficio delle Dogane come presentarla nel tuo territorio. Il Comune può anche vietare la somministrazione di alcolici per motivi di interesse pubblico.
- Musica e TV: se diffondi musica serve la licenza dei diritti d'autore, da chiedere a chi li gestisce.
- Insegna e dehors: sono pratiche comunali, con regole e canoni del tuo Comune.
- Rifiuti e TARI: ti iscrivi alla tassa rifiuti del Comune. Se friggi, l'olio usato va consegnato a un raccoglitore autorizzato: vedi olio esausto per ristoranti.
Documenti per aprire un bar: la checklist
| Documento | Fatto |
|---|---|
| Requisito professionale (corso, esperienza, diploma o ex REC) | ☐ |
| Partita IVA e iscrizione al Registro delle imprese | ☐ |
| Contratto d'affitto e planimetria del locale | ☐ |
| Verifica di destinazione d'uso e agibilità con il tecnico | ☐ |
| Documentazione di impatto acustico (dichiarazione o valutazione) | ☐ |
| SCIA al SUAP (o autorizzazione in zona tutelata) | ☐ |
| Notifica sanitaria ai fini della registrazione | ☐ |
| Manuale di autocontrollo HACCP firmato | ☐ |
| Formazione igiene alimentare del personale | ☐ |
| Denuncia per la vendita di alcolici | ☐ |
| Licenza per la musica, insegna, TARI | ☐ |
| Schede di registrazione pronte (temperature, pulizie) | ☐ |
Aprire un bar: quanto costa
Non troverai qui una cifra: non esiste un dato ufficiale e il costo cambia moltissimo tra una città e l'altra. Chiedi un preventivo per ognuna di queste voci prima di impegnarti:
- affitto, deposito cauzionale ed eventuale buonuscita o avviamento (se rilevi un bar già avviato);
- lavori di adeguamento del locale e progetto del tecnico;
- arredi, bancone, macchina del caffè, fabbricatore di ghiaccio, frigoriferi e vetrine;
- diritti e bolli delle pratiche al SUAP (dipendono da Comune e Regione);
- corso per il requisito professionale, se non lo hai, e formazione igiene del personale;
- commercialista, consulente del lavoro e, se lo affidi fuori, il manuale HACCP;
- prima scorta di merce, assicurazione, utenze, TARI e insegna.
Gli errori più comuni
- Firmare l'affitto prima del sopralluogo del tecnico. Se la destinazione d'uso non è compatibile, il problema è tuo.
- Pensare che la SCIA basti. Senza notifica sanitaria il locale non è registrato.
- Confondere il corso SAB con la formazione HACCP. Servono entrambi, per motivi diversi.
- Usare un manuale scaricato. Un fac-simile che parla di cucina e abbattitore quando fai solo caffè e panini non descrive il tuo bar. Prima del controllo ASL, verifica che manuale e schede corrispondano a ciò che fai.
Domande frequenti
Per aprire un bar serve il REC?
No. Il REC è stato soppresso per la somministrazione nel 2006. Oggi serve uno dei requisiti professionali dell'art. 71, comma 6, del d.lgs. 59/2010. Chi era iscritto al REC o aveva superato l'esame conserva il requisito.
Cosa serve per aprire un bar da zero?
I requisiti morali e professionali, l'iscrizione al Registro delle imprese, un locale con destinazione d'uso compatibile, la SCIA (o l'autorizzazione nelle zone tutelate) e la notifica sanitaria al SUAP, il manuale HACCP, la formazione del personale e la denuncia per la vendita di alcolici.
Quanto costa aprire un bar?
Dipende troppo da città, metri quadri e stato del locale per dare una cifra onesta. Più sotto trovi l'elenco delle voci di spesa da chiedere a commercialista, tecnico e fornitori prima di firmare l'affitto.
Posso aprire il bar subito dopo la SCIA?
Fuori dalle zone tutelate sì: con la SCIA puoi iniziare dal giorno della presentazione, e il Comune ha 60 giorni per verificare e, se mancano i requisiti, vietare l'attività o chiederti di metterti in regola (così la scheda della Regione Lombardia).
Il SAB e il corso HACCP sono la stessa cosa?
No. Il corso per la somministrazione (SAB) è uno dei modi per avere il requisito professionale per aprire. La formazione HACCP riguarda l'igiene alimentare di chi lavora con gli alimenti e segue le regole regionali. Sono due obblighi diversi.
Fonti
- D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, art. 64 e art. 71 (Normattiva)
- Reg. (CE) 852/2004, art. 6 e All. II (EUR-Lex)
- D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, art. 29 (Normattiva)
- Regione Lombardia, Pubblici esercizi
- Regione Emilia-Romagna, Pubblici esercizi di somministrazione: scheda informativa
- Camera di Commercio di Vicenza, ex REC (registro soppresso)
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le indicazioni della tua ASL o della tua Regione.