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Home restaurant: requisiti, permessi e HACCP per aprirlo in regola

Aggiornato il · 6 min di lettura

Un cuoco fotografa la cucina con lo smartphone
In breve

In Italia non esiste una legge nazionale sull'home restaurant. Il Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) lo considera somministrazione di alimenti e bevande: servono i requisiti morali e professionali dell'art. 71 del d.lgs. 59/2010 e una SCIA al SUAP, o l'autorizzazione nelle zone tutelate (risoluzioni n. 50481/2015 e n. 493338/2017). Serve anche la notifica sanitaria dell'art. 6 del Reg. (CE) 852/2004, il cui modulo nazionale prevede la voce home restaurant, e un piano di autocontrollo. Alcune Regioni, come la Liguria, hanno fissato limiti propri a coperti ed eventi.

Cucinare per sconosciuti nel proprio salotto, su prenotazione, è un'idea che piace a molti. Prima di pubblicare il primo menù conviene sapere una cosa: per lo Stato l'home restaurant è un'attività di somministrazione, come un ristorante. Non ci sono scorciatoie nazionali per chi cucina a casa, anche se alcune Regioni hanno messo regole proprie.

Cosa dice la legge oggi

Una legge nazionale sull'home restaurant è stata approvata dalla Camera nel gennaio 2017, ma si è fermata al Senato. Nel 2026 al Senato è stato presentato un nuovo disegno di legge (S.1756), che a ottobre 2026 risulta assegnato alla commissione e non ancora approvato. Restano quindi i pareri del Ministero dello Sviluppo Economico, oggi MIMIT:

In pratica: SCIA al SUAP + notifica sanitaria + requisiti personali + cucina in regola.

Requisiti per aprire un home restaurant

Cosa Dettaglio Dove
Requisiti morali Art. 71, commi 1–5, d.lgs. 59/2010 Dichiarazione nella SCIA
Requisito professionale Corso regionale per la somministrazione, o 2 anni di esperienza negli ultimi 5, o titolo di studio con materie sugli alimenti (art. 71, comma 6) Dichiarazione nella SCIA
SCIA di somministrazione Art. 64 d.lgs. 59/2010; autorizzazione nelle zone tutelate SUAP del Comune
Notifica sanitaria Art. 6 Reg. (CE) 852/2004, voce "home restaurant" SUAP, che la inoltra all'ASL
Piano di autocontrollo Art. 5 Reg. 852/2004, anche semplificato Tenuto in casa, da mostrare ai controlli
Formazione igiene All. II cap. XII Reg. 852/2004; regole regionali Attestato o addestramento documentato
Regole regionali Coperti, eventi l'anno, comunicazioni Legge o linee guida della Regione

Il requisito professionale è spesso lo scoglio. Se non hai esperienza nella ristorazione, il corso regionale per la somministrazione (spesso chiamato ex SAB) è la strada più semplice.

Le regole regionali: l'esempio della Liguria

La Liguria è una delle Regioni che ha scritto regole proprie, nell'art. 51 bis della L.R. 1/2007. Come riassume il SUAP della Spezia:

Il 26 luglio 2023 la Conferenza delle Regioni ha approvato un documento (23/121/CR6b/C11) con una proposta di disciplina comune: somministrazione occasionale, in casa propria, solo su prenotazione, senza asporto né consegne, con SCIA e notifica sanitaria al SUAP. Finché non diventa legge, conta quello che dice la tua Regione: chiedi al SUAP prima di partire.

La cucina di casa: requisiti igienici

Per l'igiene, l'home restaurant segue il capitolo III dell'Allegato II del Reg. (CE) 852/2004, quello per i "locali utilizzati principalmente come abitazione privata" dove gli alimenti si preparano regolarmente per il pubblico. La Regione Emilia-Romagna, nelle linee guida del 2023 su home food e home restaurant, lo traduce così:

Le stesse linee guida ricordano che il controllo dell'ASL può avvenire anche quando non stai lavorando, e che chi notifica un'attività in casa deve dichiarare di consentire l'accesso ai controllori. Il nome dell'operatore va indicato all'ingresso, per esempio sul campanello.

Il piano HACCP di un home restaurant

Un home restaurant fa poche cene, ma spesso con piatti complessi preparati in anticipo. Il piano di autocontrollo deve dire, per il tuo menù:

  1. Acquisti: da chi compri, come conservi scontrini e fatture (servono per la rintracciabilità).
  2. Conservazione: frigo tra 0 e +4 °C, freezer a −18 °C o meno, alimenti crudi sotto i cotti.
  3. Preparazione in anticipo: se cucini il giorno prima, come raffreddi. Senza abbattitore, porzioni piccole in contenitori bassi e in frigo il prima possibile; il limite di riferimento è da +60 °C a +10 °C in non più di 2 ore.
  4. Cottura e servizio: cottura al cuore di almeno +75 °C per carni e piatti a rischio, mantenimento a caldo a +60 °C o più.
  5. Piatti crudi: pesce crudo solo se bonificato (−20 °C per 24 ore, o acquistato già trattato con documento). Uova crude: valuta bene, è uno dei rischi più comuni nelle cene in casa.
  6. Pulizie e controllo infestanti.
  7. Allergeni: elenco per ogni piatto.

I valori di temperatura sono gli stessi della nostra tabella delle temperature HACCP. Un piano semplificato come quello previsto dalla DGR Emilia-Romagna 1869/2008 è adeguato per un'attività di queste dimensioni.

Allergeni: chiedili alla prenotazione

Il d.lgs. 231/2017 (art. 19) chiede di informare il cliente sui 14 allergeni. In un home restaurant hai un vantaggio: tutti prenotano. Chiedi allergie e intolleranze al momento della prenotazione e allega al menù la tabella degli allergeni. Puoi farla gratis con la tabella allergeni.

Le linee guida emiliane ricordano che chi prepara piatti senza glutine per celiaci deve dichiararlo nella notifica e seguire regole specifiche. In una cucina di casa è difficile evitare le contaminazioni: pensaci bene prima di offrirlo.

Errori da evitare

Domande frequenti

L'home restaurant è legale in Italia?

Sì, se lo apri come attività di somministrazione: SCIA al SUAP con i requisiti dell'art. 71 del d.lgs. 59/2010 e notifica sanitaria. Una legge nazionale specifica è in discussione da anni ma non è ancora in vigore. Le cene a pagamento organizzate senza nessuna pratica non sono in regola.

Per l'home restaurant serve il corso SAB?

Secondo il Ministero sì: servono i requisiti professionali dell'art. 71, comma 6, cioè un corso per la somministrazione, oppure due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque, oppure un titolo di studio con materie sugli alimenti.

Serve il manuale HACCP per un home restaurant?

Sì. Chi prepara alimenti per il pubblico deve applicare procedure basate sui principi HACCP (Reg. CE 852/2004, art. 5). Per una cucina di casa con pochi coperti basta un piano semplificato, che descriva la tua cucina, il menù, le temperature, le pulizie e gli allergeni.

Quanti coperti può fare un home restaurant?

Dipende dalla Regione. In Liguria la legge regionale (L.R. 1/2007, art. 51 bis) fissa al massimo 15 coperti per evento e 12 eventi l'anno, da comunicare al Comune almeno tre giorni prima. Dove la Regione non ha regole proprie, chiedi al SUAP.

La cucina di casa va bene per l'home restaurant?

Può andare bene, se rispetta i requisiti del Reg. 852/2004 (Allegato II, capitolo III) per i locali usati principalmente come abitazione privata: superfici lavabili, lavamani, acqua potabile, frigoriferi con la temperatura sotto controllo, rifiuti chiusi, niente animali in cucina mentre lavori.

Fonti

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le indicazioni della tua ASL o della tua Regione.