Home restaurant: requisiti, permessi e HACCP per aprirlo in regola

In Italia non esiste una legge nazionale sull'home restaurant. Il Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) lo considera somministrazione di alimenti e bevande: servono i requisiti morali e professionali dell'art. 71 del d.lgs. 59/2010 e una SCIA al SUAP, o l'autorizzazione nelle zone tutelate (risoluzioni n. 50481/2015 e n. 493338/2017). Serve anche la notifica sanitaria dell'art. 6 del Reg. (CE) 852/2004, il cui modulo nazionale prevede la voce home restaurant, e un piano di autocontrollo. Alcune Regioni, come la Liguria, hanno fissato limiti propri a coperti ed eventi.
Cucinare per sconosciuti nel proprio salotto, su prenotazione, è un'idea che piace a molti. Prima di pubblicare il primo menù conviene sapere una cosa: per lo Stato l'home restaurant è un'attività di somministrazione, come un ristorante. Non ci sono scorciatoie nazionali per chi cucina a casa, anche se alcune Regioni hanno messo regole proprie.
Cosa dice la legge oggi
Una legge nazionale sull'home restaurant è stata approvata dalla Camera nel gennaio 2017, ma si è fermata al Senato. Nel 2026 al Senato è stato presentato un nuovo disegno di legge (S.1756), che a ottobre 2026 risulta assegnato alla commissione e non ancora approvato. Restano quindi i pareri del Ministero dello Sviluppo Economico, oggi MIMIT:
- Risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015: l'home restaurant, anche se svolto in casa e per pochi giorni, è somministrazione di alimenti e bevande.
- Risoluzione n. 493338 del 6 novembre 2017: conferma che servono i requisiti di onorabilità e professionali dell'art. 71 del d.lgs. 59/2010 e una SCIA, o l'autorizzazione nelle zone tutelate. Ricorda che il modulo nazionale di notifica sanitaria del 2017 prevede espressamente la voce "home restaurant". Riporta anche il parere del Ministero dell'Interno: applicare all'home restaurant le regole di sorvegliabilità dei locali pubblici (D.M. 564/1992) non avrebbe alcuna ragionevole utilità.
In pratica: SCIA al SUAP + notifica sanitaria + requisiti personali + cucina in regola.
Requisiti per aprire un home restaurant
| Cosa | Dettaglio | Dove |
|---|---|---|
| Requisiti morali | Art. 71, commi 1–5, d.lgs. 59/2010 | Dichiarazione nella SCIA |
| Requisito professionale | Corso regionale per la somministrazione, o 2 anni di esperienza negli ultimi 5, o titolo di studio con materie sugli alimenti (art. 71, comma 6) | Dichiarazione nella SCIA |
| SCIA di somministrazione | Art. 64 d.lgs. 59/2010; autorizzazione nelle zone tutelate | SUAP del Comune |
| Notifica sanitaria | Art. 6 Reg. (CE) 852/2004, voce "home restaurant" | SUAP, che la inoltra all'ASL |
| Piano di autocontrollo | Art. 5 Reg. 852/2004, anche semplificato | Tenuto in casa, da mostrare ai controlli |
| Formazione igiene | All. II cap. XII Reg. 852/2004; regole regionali | Attestato o addestramento documentato |
| Regole regionali | Coperti, eventi l'anno, comunicazioni | Legge o linee guida della Regione |
Il requisito professionale è spesso lo scoglio. Se non hai esperienza nella ristorazione, il corso regionale per la somministrazione (spesso chiamato ex SAB) è la strada più semplice.
Le regole regionali: l'esempio della Liguria
La Liguria è una delle Regioni che ha scritto regole proprie, nell'art. 51 bis della L.R. 1/2007. Come riassume il SUAP della Spezia:
- massimo 15 coperti per evento e 12 eventi l'anno;
- niente vendita per asporto;
- pagamenti solo con sistemi elettronici o bonifico;
- una comunicazione al Comune almeno tre giorni prima di ogni evento, con il conteggio (1 di 12, 2 di 12...).
Il 26 luglio 2023 la Conferenza delle Regioni ha approvato un documento (23/121/CR6b/C11) con una proposta di disciplina comune: somministrazione occasionale, in casa propria, solo su prenotazione, senza asporto né consegne, con SCIA e notifica sanitaria al SUAP. Finché non diventa legge, conta quello che dice la tua Regione: chiedi al SUAP prima di partire.
La cucina di casa: requisiti igienici
Per l'igiene, l'home restaurant segue il capitolo III dell'Allegato II del Reg. (CE) 852/2004, quello per i "locali utilizzati principalmente come abitazione privata" dove gli alimenti si preparano regolarmente per il pubblico. La Regione Emilia-Romagna, nelle linee guida del 2023 su home food e home restaurant, lo traduce così:
- lavello in cucina con acqua calda e fredda, meglio a comando non manuale, sapone liquido e salviette monouso;
- bagno pulito con lo stesso sistema per lavare e asciugare le mani;
- piani di lavoro e utensili puliti e in buono stato, stoviglie lavate preferibilmente in lavastoviglie;
- frigorifero pulito, con alimenti in contenitori chiusi e un termometro o data logger se il frigo non mostra la temperatura;
- dispensa con alimenti separati e sollevati da terra, zanzariere alle finestre;
- rifiuti in contenitori con coperchio a pedale, svuotati a fine giornata;
- animali domestici fuori dalla cucina, senza ciotole né lettiere in quel locale;
- durante la preparazione, in cucina solo chi cucina.
Le stesse linee guida ricordano che il controllo dell'ASL può avvenire anche quando non stai lavorando, e che chi notifica un'attività in casa deve dichiarare di consentire l'accesso ai controllori. Il nome dell'operatore va indicato all'ingresso, per esempio sul campanello.
Il piano HACCP di un home restaurant
Un home restaurant fa poche cene, ma spesso con piatti complessi preparati in anticipo. Il piano di autocontrollo deve dire, per il tuo menù:
- Acquisti: da chi compri, come conservi scontrini e fatture (servono per la rintracciabilità).
- Conservazione: frigo tra 0 e +4 °C, freezer a −18 °C o meno, alimenti crudi sotto i cotti.
- Preparazione in anticipo: se cucini il giorno prima, come raffreddi. Senza abbattitore, porzioni piccole in contenitori bassi e in frigo il prima possibile; il limite di riferimento è da +60 °C a +10 °C in non più di 2 ore.
- Cottura e servizio: cottura al cuore di almeno +75 °C per carni e piatti a rischio, mantenimento a caldo a +60 °C o più.
- Piatti crudi: pesce crudo solo se bonificato (−20 °C per 24 ore, o acquistato già trattato con documento). Uova crude: valuta bene, è uno dei rischi più comuni nelle cene in casa.
- Pulizie e controllo infestanti.
- Allergeni: elenco per ogni piatto.
I valori di temperatura sono gli stessi della nostra tabella delle temperature HACCP. Un piano semplificato come quello previsto dalla DGR Emilia-Romagna 1869/2008 è adeguato per un'attività di queste dimensioni.
Allergeni: chiedili alla prenotazione
Il d.lgs. 231/2017 (art. 19) chiede di informare il cliente sui 14 allergeni. In un home restaurant hai un vantaggio: tutti prenotano. Chiedi allergie e intolleranze al momento della prenotazione e allega al menù la tabella degli allergeni. Puoi farla gratis con la tabella allergeni.
Le linee guida emiliane ricordano che chi prepara piatti senza glutine per celiaci deve dichiararlo nella notifica e seguire regole specifiche. In una cucina di casa è difficile evitare le contaminazioni: pensaci bene prima di offrirlo.
Errori da evitare
- Partire con le cene "tra amici" a pagamento prima della SCIA. Se incassi da sconosciuti, per la legge sei un'attività.
- Usare i piatti preparati ieri senza averli raffreddati bene. È la causa più comune di tossinfezioni nelle cucine piccole.
- Dimenticare la Regione. Limiti di coperti ed eventi possono essere molto stretti.
- Confondere home restaurant e home food. Se vuoi vendere torte o conserve fatte in casa, senza servirle a tavola, è un'altra attività: vedi la guida su vendere dolci fatti in casa.
Domande frequenti
L'home restaurant è legale in Italia?
Sì, se lo apri come attività di somministrazione: SCIA al SUAP con i requisiti dell'art. 71 del d.lgs. 59/2010 e notifica sanitaria. Una legge nazionale specifica è in discussione da anni ma non è ancora in vigore. Le cene a pagamento organizzate senza nessuna pratica non sono in regola.
Per l'home restaurant serve il corso SAB?
Secondo il Ministero sì: servono i requisiti professionali dell'art. 71, comma 6, cioè un corso per la somministrazione, oppure due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque, oppure un titolo di studio con materie sugli alimenti.
Serve il manuale HACCP per un home restaurant?
Sì. Chi prepara alimenti per il pubblico deve applicare procedure basate sui principi HACCP (Reg. CE 852/2004, art. 5). Per una cucina di casa con pochi coperti basta un piano semplificato, che descriva la tua cucina, il menù, le temperature, le pulizie e gli allergeni.
Quanti coperti può fare un home restaurant?
Dipende dalla Regione. In Liguria la legge regionale (L.R. 1/2007, art. 51 bis) fissa al massimo 15 coperti per evento e 12 eventi l'anno, da comunicare al Comune almeno tre giorni prima. Dove la Regione non ha regole proprie, chiedi al SUAP.
La cucina di casa va bene per l'home restaurant?
Può andare bene, se rispetta i requisiti del Reg. 852/2004 (Allegato II, capitolo III) per i locali usati principalmente come abitazione privata: superfici lavabili, lavamani, acqua potabile, frigoriferi con la temperatura sotto controllo, rifiuti chiusi, niente animali in cucina mentre lavori.
Fonti
- MIMIT, Risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015 (home restaurant)
- MISE, Risoluzione n. 493338 del 6 novembre 2017 (home restaurant)
- D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, art. 64 e art. 71 (Normattiva)
- Reg. (CE) 852/2004, art. 5 e 6, Allegato II capitolo III (EUR-Lex)
- Regione Emilia-Romagna, Linee guida home food e home restaurant (BUR, marzo 2023)
- Conferenza delle Regioni, Disciplina dell'attività di home restaurant (23/121/CR6b/C11, 26 luglio 2023), pubblicato da Regione Umbria
- Comune della Spezia, Somministrazione home restaurant (L.R. Liguria 1/2007, art. 51 bis)
- Senato, S.1756 (XIX legislatura), Disposizioni in materia di home restaurant: commissione 9ª, DDL assegnati
- Camera dei deputati, XVII legislatura, proposta di legge C.3258 (home restaurant)
- D.Lgs. 15 dicembre 2017, n. 231, art. 19 (allergeni negli alimenti non preimballati)
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le indicazioni della tua ASL o della tua Regione.